Le polemiche continuano a seguire le celebrazioni del 25 Aprile a Cernusco sul Naviglio, dove l’Associazione Amicizia Italia Ucraina ha preso posizione in merito agli attacchi denunciati da esponenti di Azione. Questi ultimi, sfilando con la bandiera ucraina, sono stati oggetto di insulti da parte di militanti di Rifondazione comunista.
Un’intolleranza inaccettabile
Al centro della controversia si trova la bandiera gialloblù. Per chi l’ha esposta, l’Ucraina simboleggia oggi ciò che l’Italia antifascista rappresentava nel passato: un popolo che resiste a un invasore straniero.
In una nota, l’associazione Italia – Ucraina ha dichiarato:
La ricorrenza del 25 aprile è un’importante data di partecipazione civile e rappresenta la memoria di un evento fondativo della libertà italiana. Per questo motivo eravamo presenti alla manifestazione di Cernusco.
Purtroppo, durante il corteo, alcuni membri della nostra associazione hanno subito aggressioni verbali da militanti politici, solo per aver sfilato con le bandiere dell’Ucraina.
Sono stati rivolti epiteti in modo arrogante e aggressivo. Alla pacata replica dei nostri attivisti, che sostenevano la legittimità della loro partecipazione, sono seguite frasi cariche di astio.
Episodio da condannare, ma un messaggio di resilienza
Secondo l’associazione, la sofferenza del popolo ucraino, colpito dall’invasione russa, deve avere spazio nella celebrazione della Liberazione. Questo episodio sottolinea che le minacce alla libertà e alla democrazia non appartengono solo al ventesimo secolo.
La nota prosegue:
È inaccettabile questa intolleranza verso un Paese che da oltre quattro anni difende la propria indipendenza, specialmente in una ricorrenza che ricorda la lotta per la libertà e la resistenza all’invasore straniero nell’Italia di oltre ottanta anni fa.
Questo episodio ci motiva a continuare il nostro impegno per testimoniare la sofferenza del popolo ucraino, sensibilizzare l’opinione pubblica e fornire aiuto concreto alla popolazione.