Il confronto

Incontro sulla sanità in Adda Martesana: focus su ospedali pubblici e limitazioni al privato

A Vimodrone si è discusso delle priorità per la sanità locale, puntando su case e ospedali di comunità e un nuovo ospedale pubblico.

Incontro sulla sanità in Adda Martesana: focus su ospedali pubblici e limitazioni al privato

Sabato 23 maggio, presso la Sala Consiliare “David Sassoli” di Vimodrone, si è svolto un tavolo di confronto dedicato al rilancio dell’Asst Melegnano Martesana, organizzato dalle forze di opposizione locali. L’evento ha posto l’accento su due questioni principali: l’esigenza di limitare la privatizzazione nella sanità territoriale e la necessità di realizzare un nuovo ospedale di primo livello a gestione pubblica.

Valorizzare le strutture pubbliche per i più fragili

Dopo i saluti del sindaco di Vimodrone, Dario Veneroni, hanno preso la parola Nicola Basile (Pd Adda-Martesana) e Paolo Molteni (Sinistra Italiana):

“L’organizzazione dell’assistenza sanitaria è complicata dalla forte disomogeneità di funzioni e strutture. L’eccessiva presenza di soluzioni private rischia di lasciare indietro i più fragili, rendendo fondamentale la valorizzazione delle case e degli ospedali di comunità, migliorando i servizi e informando i cittadini: molti non sono consapevoli della loro esistenza. Da considerare anche che in questa ASST ci sono solo 3,6 dipendenti sanitari ogni 1.000 abitanti, contro una media regionale di 8.”

Case e ospedali di comunità: un punto di partenza

La mattinata è stata moderata dal medico Alfio Lucchini:

“Dobbiamo ripartire dal territorio, considerando le case di comunità come assistenza socio-sanitaria di base e gli ospedali di comunità come strutture intermedie tra il domicilio e il ricovero. Nell’Adda-Martesana abbiamo otto case e tre ospedali di comunità, che devono diventare i nostri punti di ripartenza.”

Su questo tema sono intervenute Carmela Rozza (PD) e Donatella Albini (Sinistra Italiana):

“La sospensione dei concorsi pubblici è un problema grave: mancano infermieri sia negli ospedali che sul territorio. Nelle case di comunità non sono disponibili servizi diagnostici leggeri, il che porta a un intasamento degli ospedali. Inoltre, in ambito psichiatrico, i servizi territoriali sono assenti. Tuttavia, la carenza di medici non è totale: il privato ha assorbito il pubblico, rendendo urgente una revisione delle professionalità e delle retribuzioni.”

Prospettive per un nuovo polo pubblico

In merito alla creazione di un nuovo polo ospedaliero pubblico, sono intervenuti Michela Palestra (Patto Civico) e Nicola Di Marco (M5S):

“Era previsto uno studio di fattibilità da completare entro marzo, ma non abbiamo avuto aggiornamenti – hanno dichiarato – Riteniamo che l’attenzione debba essere posta sulla gestione pubblica e sulla territorialità: un ospedale senza una visione generale non risolve i problemi. Le strutture pubbliche stanno affrontando crescenti difficoltà e le esternalizzazioni sistematiche possono essere pericolose. I sindaci sono costretti a creare servizi nelle case di comunità, mentre negli ospedali arrivano principalmente codici bianchi e verdi.”

La visione del direttore distrettuale

È intervenuto anche Samuel Del Gesso, direttore del distretto socio-sanitario dell’Asst Melegnano-Martesana:

“Il quadro, sebbene delicato, non è così drammatico come è stato descritto – ha affermato – Nelle case di comunità è presente tutto il necessario, dall’accettazione alla guardia medica. Riguardo ai medici di base, c’è carenza di adesioni ai bandi per indicazione dei sindacati.”