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Il centrodestra abbandona l’aula durante il Consiglio comunale di Segrate sul Pgt

La maggioranza approva il Piano di Governo del Territorio a pochi giorni dalle elezioni, scatenando polemiche. Aldini: "Perché questa fretta?"

Il centrodestra abbandona l’aula durante il Consiglio comunale di Segrate sul Pgt

Sabato 9 maggio 2026 si è svolto il Consiglio comunale di Segrate, incentrato sull’adozione del Piano di Governo del Territorio (Pgt). La discussione ha sollevato scalpore per le tempistiche, considerando che l’atto è stato presentato a sole due settimane dalle elezioni. In segno di protesta, i consiglieri di minoranza del centrodestra hanno lasciato l’aula prima dell’inizio della discussione.

La posizione della maggioranza

Gianluca Poldi, presidente del Consiglio comunale, ha difeso la decisione definendola “indifferibile per la tutela del territorio, degli operatori e degli interessi economici della città”. Secondo la maggioranza, un ulteriore rinvio sarebbe stato rischioso, poiché, date le elezioni e i tempi di insediamento di un nuovo consiglio, si sarebbe superato il termine fissato a settembre 2026.
Poldi ha inoltre sottolineato che il documento riflette la visione finora applicata, ponendo l’accento sul rispetto del territorio senza consumo di suolo. Ha evidenziato come i recenti cambiamenti urbanistici, in particolare legati all’Accordo di programma “Milano hub Porta Est”, abbiano influito sui tempi di presentazione del Pgt. La maggioranza ha anche chiarito che l’atto rimane modificabile.

L’attacco dell’opposizione

Laura Aldini, capogruppo di Forza Italia, ha risposto duramente:

Il Pgt è lo strumento più importante per il futuro della città. Riteniamo grave e irresponsabile portarlo in discussione a meno di 20 giorni dal voto. Il piano era scaduto dal 2022: non si capisce perché un tema non urgente per anni lo diventi proprio ora, imponendo una discussione accelerata e frettolosa.

Secondo l’opposizione, l’azione avrebbe un chiaro sapore elettorale.

Per senso istituzionale abbiamo partecipato al voto sul rendiconto di bilancio, ma sul Pgt il discorso cambia.

Aldini ha lamentato un clima ostile nelle commissioni, con un rifiuto sistematico delle proposte della minoranza per motivi ideologici:

Non intendiamo prestarci alla campagna elettorale di nessuno. In passato ci è stato contestato di fare scelte all’ultimo momento; oggi accade lo stesso. Per coerenza non parteciperemo a un atto che consideriamo provocatorio e politicamente illegittimo.

Un gesto di sfida?

In seguito a queste dichiarazioni, i consiglieri di centrodestra hanno abbandonato l’aula. Tuttavia, la seduta è proseguita con i membri del centrosinistra, che si sono trovati a gestire quello che è apparso a tutti come un ultimo “dispetto” dell’opposizione: sono state presentate circa trenta osservazioni a nome del consigliere Marco Carandina, capogruppo di Lega Segrate.

I membri della maggioranza hanno trascorso quasi un’ora a leggere e votare le osservazioni, scoprendo con fastidio che si trattava degli stessi punti già discussi in precedenza, riproposti probabilmente con l’intento di far perdere tempo. Tutte le osservazioni sono state respinte.