Arresto di Baby Gang

Il mondo violento di Baby Gang: armi e aggressioni nel suo entourage

Tra gli indagati dai Carabinieri di Lecco spunta un vignatese, mentre la violenza e il traffico d'armi emergono dalle indagini.

Il mondo violento di Baby Gang: armi e aggressioni nel suo entourage

Minacce alla fidanzata, aggressioni a tre uomini innocenti e viaggi in Iraq per familiarizzare con armi pesanti. Questi sono solo alcuni aspetti del mondo di Baby Gang, il rapper Zaccaria Mouhib, 24 anni, originario di Calolziocorte, nuovamente arrestato. La sua storia intreccia il territorio della Martesana, con un indagato residente a Vignate, che fa parte del gruppo legato al trapper.

Le operazioni dei Carabinieri

Il rapper è stato arrestato la notte tra il 16 e il 17 marzo 2026 nella comunità dove si trovava agli arresti domiciliari. L’arresto è avvenuto a pochi giorni da una condanna per ricettazione e possesso di una pistola clandestina con matricola abrasa, risultato di un’operazione dell’11 settembre scorso, che ha portato a un maxi blitz dei Carabinieri di Lecco in diverse località, tra cui Calolziocorte, roccaforte del rapper.

All’alba di martedì, centinaia di militari, supportati da unità cinofile e un elicottero, hanno perquisito a fondo l’abitazione di Baby Gang, soprannominata dagli investigatori “il fortino”. Anche l’intero quartiere di via Di Vittorio, noto come “NPT – Non Parla Tanto”, è stato coinvolto, simbolo di un’atmosfera di paura e silenzio.

Il clan e le violenze

Oltre a Baby Gang, altre sei persone sono state arrestate, tra cui giovani italiani e stranieri, tutti parte di un clan criminale dedito al traffico d’armi e violenze. Tra gli indagati figurano: Aymen Najim, 25 anni, marocchino residente a Calolziocorte; Hamza Bouraabia, 29 anni, di Giussano; Walid Benchrifa, 25 anni, marocchino; Mohamed Helal, 20 anni; Ahmed Amar Bokhtace, 21 anni; Aldo Tommaso Sirianni, 20 anni; Ayoub Noureddine, 27 anni; Akram Anbari, 23 anni; Luca Soro, 23 anni; Vincenzo Meci, 50 anni; Ndiaga Faye, 28 anni; Jetmir Prenga, 35 anni, albanese di Vignate.

Le misure cautelari in carcere sono state disposte per nove indagati, con sette già eseguite. Due di loro risultano ancora irreperibili. Inoltre, tre persone hanno ricevuto il divieto di dimora nella provincia di Lecco.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecco, sotto la direzione del Dottor Ezio Domenico Basso, e condotta dai Carabinieri di Lecco, ha preso avvio il 14 febbraio 2025, quando un pregiudicato macedone è stato fermato con due pistole rubate, già utilizzate in sparatorie a Milano e riconducibili a Mouhib. Questo ha rivelato un quadro allarmante di detenzione e cessione di armi, utilizzate per violenze e intimidazioni.

Un arsenale in casa

Lo scorso settembre, Baby Gang era stato arrestato in un hotel di Milano dopo un concerto di Emis Killa, trovato in possesso di una pistola calibro 9 con matricola abrasa. Nella sua abitazione di Calolziocorte, sono state rinvenute altre due pistole, inclusa una scacciacani modificata e un’arma rubata in provincia di Como.

Le accuse a suo carico sono gravi e includono aggressioni a tre cittadini rumeni, scambi di armi e spedizioni punitive.

“È un gruppo agguerrito – ha dichiarato il tenente colonnello Andrea Domenici – Mouhib è un cantante, ma la sua musica riflette la sua vita reale. Le armi che usa nei video non sono solo per spettacolo, ma strumenti per minacciare. Quando lo abbiamo arrestato, aveva un Kalashnikov funzionante.”

La vicenda di Baby Gang mette in luce il sottile confine tra fama e illegalità, con un quadro di violenza che si estende anche alla sua compagna di 22 anni, vittima di abusi quotidiani.