Un giovane di 20 anni è stato condannato a 4 anni di reclusione, tre in più rispetto alla richiesta della Procura, per essere l’organizzatore di una gara clandestina di moto. L’incidente mortale è avvenuto il 12 marzo 2023 a Biassono, dove ha perso la vita il 16enne Cristian Donzello.
Dettagli dell’incidente mortale
Durante la competizione, la moto enduro 125 su cui viaggiava Cristian si è scontrata violentemente con una Volkswagen Polo guidata da un 21enne. Quest’ultimo aveva svoltato all’improvviso per cercare un parcheggio per assistere alla manifestazione non autorizzata, che si svolgeva in una zona industriale del comune brianzolo, dove risiede anche l’organizzatore condannato.
La tragica notizia ha colpito profondamente anche la comunità di Brugherio, dove vive il nonno di Cristian, Antonio Donzello, figura storica della politica locale. La sentenza è stata emessa dal gup del Tribunale di Monza, Angela Colella, al termine del processo con rito abbreviato. L’imputato è stato accusato di aver promosso l’evento tramite una locandina diffusa su Instagram e di violazione dell’articolo 9 bis del Codice della strada, che punisce chi organizza competizioni sportive non autorizzate con pene da 1 a 3 anni di reclusione e multe che variano da 25mila a 100mila euro.
In caso di morte di partecipanti, la pena può aumentare da 6 a 12 anni, con ulteriori aggravanti se l’evento è organizzato per lucro o coinvolge minori di 18 anni. In base al Codice, le violazioni dell’articolo 9 bis possono portare a condanne fino a 13 anni di reclusione.
Il gup ha respinto i patteggiamenti a un anno per omicidio stradale proposti per l’automobilista coinvolto nell’incidente e a 8 mesi per un altro giovane di 20 anni, residente a Casatenovo, che aveva partecipato alla gara ma era rimasto solo leggermente ferito. Entrambi i casi torneranno in aula ad ottobre. Inoltre, la Procura per i minori di Milano sta indagando su due minorenni coinvolti: uno ha pubblicizzato l’evento sui social e l’altro ha partecipato alla gara.