Il Parco rifugio Canile e Gattile di Milano ha raggiunto la saturazione dei posti disponibili. Per far fronte a questa situazione, è stata avviata una collaborazione con Vignate, finalizzata alla gestione del sovraffollamento e della lungodegenza degli animali ospitati nella struttura milanese.
Convenzione per la gestione del sovraffollamento
Il Comune di Milano ha ufficializzato, fino al 2028, una convenzione con il canile di Vignate per affrontare l’emergenza di sovraffollamento. Questa iniziativa, coordinata da Ats Città Metropolitana, prevede il trasferimento degli animali in esubero a causa della diminuzione delle adozioni e dell’aumento degli ingressi.
La situazione attuale al Parco Canile e Gattile di Milano non consente una gestione ottimale del servizio di accoglienza e custodia degli animali. Pertanto, è stata formalizzata la collaborazione con Vignate, identificata come l’unica struttura in grado di gestire efficacemente l’eccedenza di ingressi.
La convenzione, attiva fino al 2028, prevede il trasferimento degli animali in eccesso per alleggerire il carico sul canile milanese. Palazzo Marino si impegna a pagare circa 5 euro al giorno per ogni animale trasferito, con l’obiettivo di riportarli a Milano “il prima possibile”.
La crisi delle adozioni
Il sovraffollamento rappresenta solo una parte del problema. La stasi delle adozioni a Milano e nelle principali strutture di rifugio a livello nazionale ha trasformato i canili in luoghi di lungodegenza, dove gli animali che non trovano una famiglia restano in attesa per periodi prolungati.
Gli animali ospitati presentano frequentemente problematiche più complesse: secondo il Comune, è comune il caso di cani con “problematiche comportamentali”, di “razze speciali” e di animali che necessitano di percorsi di adozione più lunghi. Aumentano anche i casi di animali sottratti ai proprietari per maltrattamenti o gestione pericolosa, che non possono essere adottati e devono rimanere in struttura per tempi indeterminati.
Affrontare le cause alla radice

Elisa Cezza, responsabile Uda in diversi Comuni dell’Adda Martesana e referente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, ha commentato la situazione:
I canili si stanno saturando di soggetti appartenenti a tipologie di cani complessi, acquisiti senza alcuna preparazione e presa di coscienza da parte dei proprietari.
La sovraccarico delle strutture sembra derivare da scelte irresponsabili dei proprietari:
Quando la gestione domestica fallisce, l’onere sociale, economico e logistico viene trasferito agli enti locali e alle strutture di rifugio, che si ritrovano a gestire le conseguenze di scelte private irresponsabili che alimentano il circuito dei canili.
Cezza avverte che il semplice trasferimento degli animali non risolverebbe la situazione, e c’è il rischio che anche Vignate possa saturarsi rapidamente:
Continuare a investire esclusivamente nell’ampliamento dei canili o nel trasferimento degli animali significa ignorare deliberatamente la causa per gestire all’infinito l’effetto.