Il progetto «Un filo di speranza» promosso dalla Caritas di Melzo si è concluso con grande entusiasmo. Durante la cerimonia finale, le allieve hanno ricevuto un regalo speciale: una macchina da cucire, strumento non solo di lavoro, ma simbolo di integrazione e rivalsa sociale per queste donne.
Il progetto di formazione
Iniziato in autunno, il progetto ha coinvolto una dozzina di donne, per lo più straniere residenti a Melzo, che hanno preso parte a un corso di sartoria tenuto da due esperte, Giusy e Teresa. L’iniziativa è stata possibile grazie al contributo di molti melzesi, che durante la Quaresima 2025 hanno sostenuto la proposta della Comunità pastorale San Francesco, permettendo l’attivazione di questo percorso formativo e di socializzazione.
Le partecipanti erano già note alla Caritas – ha spiegato la volontaria Laura Segale – non si trattava solo di un corso di formazione professionale, ma di un’opportunità per combattere l’isolamento sociale che molte di loro vivono.
Riconoscimenti e opportunità future
Al termine del corso, sette delle studentesse hanno ricevuto un certificato professionale, utile per piccole riparazioni sartoriali. Tre di loro hanno deciso di continuare a collaborare con la Caritas, dove sarà avviato un laboratorio solidale per offrire servizi di sartoria, garantendo un compenso che contribuirà a sostenere i progetti dell’associazione.
Durante la cerimonia di consegna degli attestati, che includeva anche un corso sulla sicurezza, era presente anche don Renato Fantoni, che ha elogiato le corsiste e chi ha reso possibile l’iniziativa. La celebrazione si è chiusa con una torta e una Coca Cola, ma soprattutto con il dono delle macchine da cucire.
Progetti futuri nel mondo del lavoro
Le attività dell’associazione non si fermano qui.
Intendiamo proseguire su questo percorso, lavorando su progetti che offrano competenze spendibili nella vita quotidiana – ha dichiarato Giorgio Lotto – Abbiamo avviato un corso per il patentino per la guida del muletto e a ottobre lanceremo un progetto per formare addetti al servizio di refezione, una professione in linea con le esigenze di queste donne, spesso disponibili in orari di pranzo. Durante queste lezioni, non si insegna solo un lavoro, ma anche come gestire il tempo tra impegni familiari e attività lavorativa.
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