Riapertura moschea

Ristrutturata la moschea al-Rahmàn: simbolo di fede e sostenibilità

A Segrate, la più antica moschea d'Italia riapre dopo un restauro green, rafforzando il legame con la comunità locale.

Ristrutturata la moschea al-Rahmàn: simbolo di fede e sostenibilità

Una nuova vita per il centro di culto e un arricchimento culturale per l’intera cittadinanza. Sabato 18 aprile 2026 è stata celebrata la ri-inaugurazione della Moschea al-Rahmàn di Segrate, la più antica d’Italia. Dopo il primo evento nel maggio del 1988, oggi si festeggia la conclusione di un importante restauro, reso possibile grazie al supporto di benefattori e membri della comunità, che ha reso la struttura più moderna e sostenibile, conforme agli standard europei.

La cerimonia di riapertura

La giornata ha visto la partecipazione del sindaco Paolo Micheli e degli avvocati Giulio Gallera e Serafino Generoso di Forza Italia, sostenitori storici del centro. Erano presenti anche diversi assessori di Segrate e Pioltello, insieme ai rappresentanti di vari centri islamici italiani. La cerimonia è iniziata con un caloroso benvenuto, accompagnato da un’offerta di acqua di Zamzam, datteri e una tipica bevanda dolce indiana. Successivamente, il presidente del Centro Islamico Milano-Lombardia, Ali Abu Shwaima, ha effettuato il taglio del nastro, inaugurando la visita ai nuovi locali.

Purtroppo in Italia ci sono poche moschee grandi. – ha commentato il presidente Ali Abu Shwaima – Abbiamo fatto tutto il possibile per averne una, ma non è stato facile. Tuttavia, se non si può realizzare tutto, non si lascia nulla. Oggi inauguriamo questa moschea, che rimane un esempio, un vanto e un simbolo di comunità. Siamo tutti fratelli sulla stessa terra.

Dettagli della ristrutturazione

La moschea, unica in Italia con cupola e minareto, si presenta oggi con un’architettura che unisce elementi orientali e occidentali. I lavori hanno incluso il rifacimento del cappotto esterno, l’isolamento interno, il riscaldamento a pavimento e l’installazione di un impianto fotovoltaico, con la sostituzione degli infissi con triplo vetro.

All’interno, i muri in marmo di Carrara e le finestre in stile orientale si integrano con lampadari spagnoli e decorazioni calligrafiche realizzate da abili artigiani egiziani, creando un ambiente curato nei minimi dettagli.
Questo evento ha fornito l’opportunità di sottolineare che la moschea non è solo un luogo di culto. Come ha spiegato il vicepresidente del Centro:

La moschea rappresenta una scuola, un’università e uno spazio di assistenza sociale che tocca ogni aspetto della vita del fedele, aiutandolo a diventare un cittadino consapevole. Promuovere la creazione di questi luoghi è vantaggioso per il territorio, poiché aiuta a gestire fenomeni sociali complessi attraverso i valori della convivenza.

Al termine della cerimonia e dopo un ricco rinfresco con piatti tipici, il presidente ha voluto omaggiare i sostenitori con delle targhe. Ha espresso gratitudine alla Regione Lombardia e al Comune di Segrate per il continuo supporto, sottolineando come la moschea contribuisca a rendere la città più ricca e a garantire il diritto costituzionale al culto per milioni di musulmani in Italia.

Riconoscimenti e significato del traguardo

Oggi sono qui non per me o per l’Amministrazione, ma per rappresentare la città di Segrate e i suoi cittadini, e spero anche la Lombardia, perché essere qui significa scegliere la comunità. – ha dichiarato il sindaco Micheli – Abbiamo sempre mantenuto relazioni ottime e costruttive, costruendo insieme una fratellanza.

“Questo è un momento significativo che segna un progresso, non definitivo ma importante.” ha commentato l’avvocato Gallera. “Senza collaborazione, tutto risulta più difficile. Grazie per avermi invitato oggi. Continueremo a lavorare insieme in modo costruttivo anche in futuro” ha aggiunto l’avvocato Generoso.

Infine, sono stati conferiti riconoscimenti agli avvocati Andrea e Franco Aloi per la consulenza legale fornita ai membri del Centro, alla memoria del defunto Don Giampiero Alberti per il suo costante impegno nel dialogo, e ai tanti benefattori e volontari che hanno contribuito alla costruzione della comunità.

Questo centro non ha mai ricevuto finanziamenti esterni o terreni in dono – ha concluso con orgoglio il Presidente – È il risultato dell’impegno e della dedizione di una comunità che ha lavorato unita per un obiettivo comune.