La voce dell'esperta

Perché frasi come “Hai voluto la bicicletta?” danneggiano le madri

Le emozioni delle madri non sono solo "lamenti", ma espressioni di un bisogno di ascolto in un periodo difficile. Ne discutiamo con la psicologa Nicoletta Maffei di CurAmami.

Perché frasi come “Hai voluto la bicicletta?” danneggiano le madri

La maternità è spesso descritta come un’esperienza naturale e gioiosa, ma la realtà clinica è molto più complessa. Molte madri vivono un’ambivalenza emotiva: amano i propri figli, ma allo stesso tempo sentono nostalgia per la vita precedente o faticano a percepire quell’immediata «scintilla» di amore incondizionato. Questi sentimenti sono comuni, ma possono generare un profondo senso di colpa.

La maternità: oltre la gioia

Spesso, la maternità viene raccontata come un momento di pura felicità e tenerezza; sebbene possa essere così, non è sempre vero. Non tutte le madri vivono la stessa esperienza e non tutti i test di gravidanza portano felicità e armonia. Ogni storia di maternità è unica e irripetibile.

Ci sono madri che piangono di notte mentre il mondo tace. Alcune si sentono complete e soddisfatte, ma si vergognano di fronte a chi le considera patetiche. Ci sono madri invisibili, quelle il cui bambino non c’è più e che soffrono in silenzio, e madri che non hanno partorito ma si sentono sempre sotto giudizio.

Ci sono madri che, scegliendo il parto in anonimato, portano con sé una scelta difficile da accettare. Altre studiano manuali di maternità e si sentono inadeguate ogni giorno.

Le parole e il loro peso

La maternità non è solo un evento biologico, ma comporta una transizione psicologica profonda, nota come matrescenza, che destabilizza certezze e richiede una ristrutturazione del sé. Quando una madre esprime il suo disagio, non sta «lamentandosi»: sta cercando validazione emotiva. Frasi come «hanno partorito tutte» o «hai voluto la bicicletta» non solo sono inadeguate, ma possono essere clinicamente dannose, poiché invalidano l’esperienza della donna, aumentano il suo isolamento e il rischio di disturbi dell’umore perinatali.

Ogni giorno, incontro donne che ricostruiscono la loro identità dopo che la nascita di un figlio ha stravolto le loro certezze. Spesso, chi le circonda non percepisce le sfide che affrontano. Non si tratta di lamentele, ma di richieste di essere riconosciute e supportate.

Il mio ruolo come psicologa non è insegnare a diventare «brave mamme», ma fornire uno spazio sicuro e privo di giudizio, dove ogni emozione può essere espressa senza paura, dove la fatica può diventare parola e la fragilità può trasformarsi in risorsa. Non serve cercare la «perfezione», ma piuttosto l’accoglienza.

Articolo a cura di Nicoletta Maffei, psicologa specializzata in perinatalità ed età evolutiva, insegnante di massaggio infantile
Associazione Spazio CurAmami, via Monte Rosa 8A, Melzo – Tel. 3514406653