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Odissea di un consigliere: “Il bagno per disabili non è accessibile”

Filippo Coppola, consigliere di Cernusco sul Naviglio, denuncia la situazione al San Carlo Borromeo di Milano: "Dal trasferimento in Urologia, ancora più problemi"

Odissea di un consigliere: “Il bagno per disabili non è accessibile”

Dalla padella alla brace. Prosegue l’odissea del consigliere comunale di Cernusco sul Naviglio, Filippo Coppola, attualmente ricoverato nel reparto di Chirurgia vascolare dell’ospedale San Carlo Borromeo di Milano.

Situazione nel reparto di Chirurgia vascolare

Dopo aver segnalato la mancanza non solo dell’aria condizionata, ma anche di ventilatori e attrezzature, come sedie a rotelle danneggiate, Coppola torna a denunciare la sua situazione.

In una precedente comunicazione, aveva dichiarato:

L’aria condizionata non funziona e noi ricoverati boccheggiamo, così come il personale. Il caposala ha richiesto ventilatori oltre dieci giorni fa, ma non è arrivato nulla.

Nel reparto con venti letti, ci sono solo tre carrozzine: una è rotta, una senza poggiapiedi e l’altra è instabile.

Tutti i pazienti hanno problemi di deambulazione e per andare in bagno devono aspettare che una carrozzina si liberi.

I sei bagni comuni sono dotati di sanitari standard, non accessibili per chi deve gestire una disabilità, anche temporanea.

Trasferimento in Urologia: una situazione inalterata

Recentemente trasferito in Urologia, la situazione non è migliorata:

Siamo stati unificati con Urologia per gestire le ferie del personale. Qui, anche i problemi persistono: c’è un solo bagno per le persone in carrozzina.

Questo si trova in fondo a un corridoio di circa cento metri (da me sono circa 80).

Non c’è un wc ergonomico per chi deve sedersi dalla carrozzina. Si tratta di una tazza normale, priva di asse. Fortunatamente, c’è una sbarra attaccata al muro per appoggiarsi.

Stanza poco accogliente

Ogni stanza è dotata di un ventilatore, ma i degenti vicini devono scegliere tra il caldo e raffiche di aria fredda ogni volta che il ventilatore funziona.

Esiste il rischio di bronchite. La sala TV, invece, è adibita a magazzino: ci sono carrozzine e attrezzi accumulati, anche davanti alla libreria. Muoversi in carrozzina è complicato, e per prendere un libro devo chiedere che venga spostato il materiale.

È impossibile guardare la TV, e non è consentito ricevere visite lì. La sindaca Paola Colombo ha promesso di venire a trovarmi con alcuni assessori, ma dovremo scendere nella hall, dove non ci sono pazienti, ma c’è aria condizionata.

Inoltre, la TV non trasmette le reti della RAI. Fortunatamente ho un tablet, altrimenti non avrei potuto seguire i Mondiali. Come ho già detto, questo ospedale necessita di ristrutturazione, ma il personale è di alto livello e si impegna per alleviare il disagio dei pazienti.

Non dimentichiamo che su undici veneziane, quattro sono mancanti, e il sole picchia forte.

Chi è qui lo è per un motivo: un po’ di comfort aiuterebbe a rendere le giornate più sopportabili.

Spero di essere dimesso a breve, ma il problema rimarrà per qualcun altro.

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