Secondo i documenti della Procura dell’epoca, Martino Viganò, originario di Cernusco sul Naviglio, morì in circostanze controverse mentre cercava di arrampicarsi su una finestra, presumibilmente in stato di ebbrezza, e cadde, riportando gravi ferite al cranio.
Il suo corpo fu rinvenuto il 29 aprile 1924 nei pressi della Corte Cordini in via Briantea, pochi passi dopo il luogo che oggi ospita la cooperativa sociale La Girandola, venendo da via Manzoni. L’inchiesta fu archiviata come morte accidentale.
Un nuovo scenario: omicidio politico
A distanza di 102 anni, Mauro Raimondi ha ricostruito una verità completamente diversa, che presenterà oggi, sabato 11 aprile 2026, in un incontro presso la biblioteca. L’interesse per la vicenda è nato grazie agli storici Giorgio Perego e Silvia Mandelli, i quali avevano menzionato una morte sospetta nei loro studi sulla storia di Cernusco.
Mi sono incuriosito e sono andato ad approfondire
afferma Raimondi, le cui indagini hanno rivelato che Martino Viganò fu assassinato da una squadra di fascisti.
Le cronache storiche e la copertura del caso
Raimondi ha avuto accesso all’archivio del Corriere della Sera e dell’Avanti! dell’epoca grazie a un amico. Il primo articolo pubblicato suggeriva che Viganò fosse stato ucciso da colpi alla testa, ma nei successivi pezzi emerse una campagna mediatica che favorì la narrazione della caduta accidentale.
La moglie di Viganò presentò un esposto alla Procura, accompagnato dalla testimonianza di una persona che affermò di aver visto tre individui trascinare un carretto con un cadavere. La donna rivelò di conoscere i nomi degli assassini, ma successivamente il testimone ritrattò, portando all’archiviazione del caso.
Il contesto storico: il 1924 e l’omicidio di Matteotti
Per comprendere la vicenda è fondamentale contestualizzarla. I Fasci di combattimento furono fondati nel 1919 e, tra il 1919 e il 1921, il Biennio rosso portò a scioperi e violenze. La Marcia su Roma del 1922 aprì la strada allo squadrismo.
Il 1924 si rivelò un anno cruciale: il Partito fascista vinse le elezioni e, il 10 giugno, una squadraccia assassinò il deputato socialista Giacomo Matteotti. L’omicidio di Viganò avvenne prima, in un clima di crescenti intimidazioni.
🎗️ La volontà di Viganò di manifestare
Raimondi aggiunge:
Martino Viganò non era un attivista politico, ma sembra avesse annunciato l’intenzione di festeggiare il primo maggio in piazza cantando Bandiera rossa.
La sera della sua morte, Viganò aveva recentemente accolto un figlio e stava festeggiando con amici, un dettaglio che rende la sua storia ancora più tragica.
L’incontro di oggi pomeriggio
Durante l’incontro fornirò dettagli importanti e parlerò del clima degli anni Venti a Cernusco
anticipa lo storico.
Ci sono ulteriori aspetti che desidero esplorare, ma non ho ancora avuto tempo per farlo. Mi riservo di continuare la ricerca.
Martino Viganò rappresenta, a tutti gli effetti, l’unico cernuschese noto ucciso da una squadraccia fascista, un caso che potrebbe riaccendere i riflettori sulla sua memoria.
I dettagli dell’incontro
L’appuntamento di oggi fa parte della rassegna intitolata “I colori del 25 aprile”, dedicata alla celebrazione della festa della Liberazione.
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Data: sabato 11 aprile
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Ora: 16
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Luogo: Biblioteca di via Fatebenefratelli
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Organizzazione: Associazione culturale Futura
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Ingresso: libero