Un auditorium affollato e un clima di grande partecipazione hanno caratterizzato il dibattito di giovedì sera a Liscate, dove si è discusso del futuro della sanità territoriale e di un progetto atteso da tempo: la creazione di un ospedale pubblico di primo livello per la Martesana. L’incontro, promosso dal Comitato, è stato un momento di confronto tra istituzioni, esperti e comunità locale, dopo il primo incontro di Basiano.
Interventi e problematiche sollevate
A dare il via alla serata è stato il sindaco Lorenzo Fucci, che ha riportato la discussione su questioni concrete:
Fare il sindaco talvolta non è semplice: siamo responsabili della salute dei cittadini ma non abbiamo competenze dirette sulla sanità e spesso non veniamo interpellati nelle scelte, pur essendo coloro che conoscono meglio le esigenze.
Fucci ha sottolineato le criticità quotidiane: la carenza di medici di base, il turn over dei pediatri e le difficoltà di accesso ai servizi per i più fragili. Ha inoltre evidenziato i lunghi tempi di attesa per visite ed esami.
La gente che incontro è preoccupata per questo, non è un mistero che la discussione sull’ospedale di primo livello non mi appassioni, non perché non mi interessa, anzi mi batto da anni per una sanità più efficiente e migliore, come testimonia l’impegno nella Casa di Comunità che tra maggio e giugno inaugureremo.Sarà un luogo che ospiterà molti servizi, prelievi, medici, prenotazioni, sportelli, guardia medica e tanto altro, un passo concreto per la nostra sanità territoriale.
Interrogato dal coordinatore del dibattito Roberto Perticone, Fucci ha chiarito la sua posizione sull’ospedale:
Io sono d’accordo sulla realizzazione, a patto che non vengano dimenticati tutti gli altri servizi essenziali per i cittadini, di cui hanno bisogno ora non tra dieci anni.
Il punto di vista del Comitato
Tra i relatori, si sono alternati Nicolas Gallizzi, consigliere regionale di Noi Moderati, Vittorio Mapelli, professore di Economia sanitaria all’Università Statale di Milano, Mauro Mascherpa, presidente del Comitato ed ex primario, e Franco Guzzetti, professore del Politecnico di Milano. Era presente anche Christian Garavaglia, consigliere regionale e presidente di Fratelli d’Italia.
Gallizzi ha evidenziato il valore istituzionale del percorso, spiegando che, dopo l’approvazione della mozione in Regione, l’assessore Guido Bertolaso ha autorizzato uno studio del Politecnico di Milano per valutare tre scenari: potenziamento degli ospedali di Melzo e Cernusco, ampliamento del presidio di Melzo o costruzione di una nuova struttura in un’area strategica dell’Adda Martesana.
I dati forniti dai relatori evidenziano l’urgenza della situazione: su circa 350mila abitanti distribuiti in 28 Comuni, nel 2024 si prevede un totale di 40mila ricoveri, con oltre l’80% dei pazienti costretti a rivolgersi a strutture esterne. Un territorio vasto, privo di un Dea e di un ospedale di primo livello.
Un sogno che esiste da cinquant’anni e che oggi inizia a vedere la luce – ha affermato Gallizzi, delineando un possibile nosocomio su un’area di 80mila metri quadrati.
Dettagli sul nuovo Ospedale
Dal punto di vista tecnico, Mapelli ha raccomandato cautela riguardo alle dimensioni e alla localizzazione, segnalando diverse candidature tra cui quella di Melzo. Ha stimato un investimento di circa 317 milioni di euro e una capacità di circa 340 ricoveri, oltre a una quarantina di day hospital. Guzzetti ha descritto la struttura come un «camaleonte», capace di adattarsi nel tempo e integrarsi con le Case di comunità. Garavaglia ha sottolineato l’importanza strategica del progetto:
Ascoltando il sindaco, pensavo che io, invece, sono entusiasta del progetto. I dati emersi mostrano chiaramente come meno del 20% della popolazione attuale trovi risposte a Cernusco e Melzo, in particolare per quanto riguarda l’alta specializzazione.Siamo all’inizio di un percorso e in un momento storico cruciale: è fondamentale lavorare insieme, senza divisioni politiche. Dopo cinquant’anni possiamo dire che qualcosa si è mosso, ora serve pazienza e unità.
Conclusioni e interventi finali
In chiusura, spazio alle domande del pubblico e all’intervento di Sabrina Conca, capogruppo di Progetto Liscate, che ha ricordato come la minoranza sia stata la prima a portare il tema in Consiglio comunale, sottolineando l’urgenza di una struttura adeguata ai bisogni del territorio.
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