Cultura

Inaugurata la mostra su Aldo Foà e il Bel Paese in biblioteca

L'esposizione analizza la campagna pubblicitaria di uno dei prodotti simbolo del marchio Galbani e la vita del suo ideatore.

Inaugurata la mostra su Aldo Foà e il Bel Paese in biblioteca

Un viaggio nel passato, nella storia e nella vita quotidiana degli anni Trenta in Italia, attraverso il formaggio che porta il nome del Bel Paese. Sabato 16 maggio è stata inaugurata presso la Biblioteca civica Vittorio Sereni di Melzo la mostra intitolata “Aldo Foà e il Bel Paese. Pubblicità Galbani 1928-1939”.

L’archivio Galbani

Il patrimonio storico della Galbani, ora parte del gruppo francese Lactalis, è custodito in una saletta privata della biblioteca melzese, a testimonianza del legame profondo tra l’azienda e la città. Il 2026 segnerà importanti anniversari, tra cui l’apertura del primo caseificio a Melzo nel 1896 e l’acquisizione del Salumificio Melzese nel 1936.

Per commemorare queste ricorrenze è stata allestita un’esposizione che esplora un capitolo poco conosciuto della storia aziendale, presentando rari esempi di pubblicità dell’epoca. La mostra è stata curata dal libraio antiquario Andrea Tomasetig, in collaborazione con la società Memosis, che gestisce l’archivio Galbani, e Mauro Chiabrando, autore di un saggio su Aldo Foà e la sua agenzia milanese Plus Ultra.

La presentazione della mostra

All’inaugurazione erano presenti il sindaco Antonio Fusè e gli assessori Lino Ladini, Simona Prinetti ed Emidio De Cunto. Durante l’evento, Tomasetig e Chiabrando hanno presentato un catalogo ricco di fotografie, documenti, cartoline ed etichette, insieme al saggio dedicato al genio di Aldo Foà, un professionista capace di anticipare le esigenze della comunicazione contemporanea, unendo arte e industria. La mostra rappresenta non solo la storia aziendale della Galbani, ma anche un’analisi della vita quotidiana negli anni Trenta in Italia, come ha sottolineato Chiabrando:

Stiamo raccontando la storia d’Italia, fatta di luci e di ombre. Abbiamo la consapevolezza che senza radici non si va da nessuna parte: questo è il messaggio che la mostra ci lascia.