La trasformazione delle farfalle rappresenta un’opportunità unica per ripensare il concetto di cura. Nelle RSA e nelle Cliniche di riabilitazione psichiatriche del Gruppo Emeis, l’innovativo progetto Metamorfosi è già in atto, coinvolgendo anche la struttura di Segrate.
Il progetto Metamorfosi
In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, il 22 maggio, la natura entra nelle strutture non solo come tema di celebrazione, ma come esperienza tangibile. Ospiti e pazienti stanno allevando bruchi, seguendo ogni fase della loro trasformazione fino alla liberazione nei giardini delle strutture.
Il progetto Metamorfosi ha un’idea semplice e sorprendente: allevare farfalle per ripensare il modo in cui si parla di cura. Non si tratta di un’attività tradizionale, ma di un cambio di prospettiva. Grazie a Smart Bugs, gli ospiti delle RSA e i pazienti delle cliniche psichiatriche diventano custodi di esseri viventi che normalmente si osservano da lontano. Ricevono kit educativi, si prendono cura dei bruchi, seguono la loro crescita quotidiana, imparano a riconoscere il momento di sospensione della crisalide e, infine, assistono alla nascita della farfalla.
La liberazione nei giardini rappresenta un gesto semplice ma carico di significato.
La natura come terapia
Emeis Italia, parte di un gruppo internazionale dedicato alla cura delle persone fragili, integra il progetto Metamorfosi in una visione chiara: rendere le strutture assistenziali spazi aperti e vitali, dove la cura diventa connessione e non separazione. In questo modo, la natura si trasforma in una forma di terapia non farmacologica, che agisce silenziosamente su attenzione, memoria ed emozione.
“Vogliamo scardinare l’idea che RSA e cliniche psichiatriche siano luoghi definiti solo dalla sofferenza”, dichiara Alessandra Taveri, CEO di Emeis Italia. “Quando una persona si prende cura di un bruco, non svolge solo un’attività, ma attraversa un processo di attenzione, attesa e responsabilità. La nascita della farfalla rappresenta una lezione potente sulla trasformazione possibile, anche quando tutto sembra immobile.”
All’esterno delle strutture, le farfalle liberate appartengono a specie autoctone, contribuendo al ripopolamento degli impollinatori sempre più minacciati dall’urbanizzazione e dall’uso di pesticidi. Questo ha un impatto ecologico concreto che si intreccia con l’esperienza umana. Prendersi cura di un piccolo e fragile essere vivente cambia la prospettiva su tutto il resto, modificando la scala delle cose. “Metamorfosi” non cerca di spiegare, ma mette in atto la cura.
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