Replica del Ministero

Il Ministero chiarisce: “Il prolungamento della M4 è fermo per decisione del Comune di Milano”

Dopo le critiche dell'onorevole Roggiani e del sindaco Di Chio, da Roma si indicano le responsabilità del blocco dell'opera, attribuendole a Beppe Sala e alla sua Giunta di centrosinistra.

Il Ministero chiarisce: “Il prolungamento della M4 è fermo per decisione del Comune di Milano”

Il dibattito sul prolungamento della M4 da Linate a Segrate si fa sempre più politico. Dopo le critiche espresse dal Partito Democratico in Parlamento, il Ministero delle Infrastrutture ha risposto alle accuse, ribadendo che il blocco del progetto è da attribuire esclusivamente alla decisione del sindaco di Milano, Beppe Sala, e della sua Giunta del Partito Democratico.

Il Ministero risponde agli attacchi

La risposta da Roma non si è fatta attendere dopo le affermazioni dell’onorevole Silvia Roggiani, che in Commissione aveva sollecitato lo sblocco dei fondi congelati per il completamento del progetto Milano Porta Est, ricevendo un voto contrario dalla maggioranza di governo. Questa scelta ha suscitato reazioni infuriate tra i democratici e il sindaco di Segrate, Francesco Di Chio, che hanno puntato il dito contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal leghista Matteo Salvini.

La replica è arrivata nella tarda serata di martedì 28 luglio, con il Ministero che ha spostato nuovamente la responsabilità sul centrosinistra, alimentando i malumori già presenti tra Milano e il resto della Città metropolitana, dove Beppe Sala è il sindaco, ma le visioni sulle priorità strategiche sembrano divergere.

Scelte di Milano bloccano la metro

Il Ministero ha specificato che la decisione di definanziare il prolungamento della M4 è stata presa dalla città di Milano:

La scelta di definanziare il prolungamento di M4 a Segrate è stata una valutazione che il comune di Milano, soggetto attuatore, ha fatto lo scorso anno a fronte della necessità di finanziare extracosti su un lotto funzionale del prolungamento a Monza di M5. Le risorse disponibili sul prolungamento di M4 non sarebbero state sufficienti a coprire i costi incrementati del progetto.

Da Roma hanno fatto sapere che l’accordo ha consentito di avere oggi un’opera come M5 completamente finanziata e pronta per i cantieri, a condizione che il Comune di Milano gestisca correttamente la gara.

Le risorse per M4 sono state quindi destinate a un’altra opera fondamentale per il territorio, per garantire che i fondi disponibili possano essere utilizzati nei tempi stabiliti.
Senza questa scelta, condivisa dal MIT, entrambe le opere sarebbero rimaste ferme, con il rischio di un loro definitivo definanziamento. Ora, per il MIT, il prolungamento di M4 è considerato strategico, ma la competenza del Ministero si sarebbe potuta attivare solo se il procedimento fosse stato in linea con le valutazioni relative al Fondo Trasporto rapido di massa. L’emendamento bocciato in commissione, invece, si muoveva su logiche estranee alla programmazione del fondo, risultando al di fuori degli accordi assunti in conferenza Stato Regioni e facendo riferimento a fondi non disponibili per il MIT.