Durante l’omelia della Messa al Sacro Cuore, don Paolo Macchi ha dichiarato: “Sono qui per seminare e innaffiare, ma a far crescere le piante ci pensa il Signore”. Con umiltà e un genuino entusiasmo giovanile, il sacerdote ha esordito nella comunità di Melzo in un clima di festa, immerso nella frenesia dell’oratorio estivo.
Un avvio dinamico tra i ragazzi
Arrivato in città da circa due settimane, don Paolo ha scherzato sulla sua conoscenza limitata del luogo: “Finora ho visto solo l’oratorio, le chiese e la mia attuale sistemazione in canonica”. Ordinato sacerdote a inizio giugno in Duomo, è originario di Tradate, in provincia di Varese. Dopo il Liceo scientifico, ha intrapreso gli studi universitari, ma si è presto reso conto che il suo percorso era diverso.
“Mi sono accorto di non essere felice e ho vissuto un momento di crisi”, ha spiegato don Paolo in una pausa tra le attività del Grest. “Dopo averne discusso con il mio sacerdote, ho deciso di entrare in Seminario, dove ho trascorso sette anni. Ho anche fatto un anno di tirocinio a Bollate, un’esperienza molto formativa, e ho insegnato in un istituto tecnico di Rho, che ha arricchito il mio percorso.”
Il suo arrivo a Melzo sembra quasi predestinato.
“Sono amico di don Stefano Cazzaniga, ora a Gorgonzola, che scherzando mi disse: ‘Potresti venire a Melzo, così faremo tante belle cose insieme’… ed eccomi qui, destinato alla Comunità pastorale San Francesco.”
Accolto calorosamente, don Paolo è stato ricevuto da bambini e giovani dell’oratorio, che hanno creato un festoso cordone e affisso un cartellone con la scritta: “Benvenuto nella tua nuova casa”. Iniziando subito una full immersion nella vita della comunità, ha approfittato della presenza del suo predecessore, don Davide Mobiglia, che lo sta guidando in questo passaggio di testimone, prima di assumere il nuovo incarico a Castiglione Olona.
“È normale avere un po’ di agitazione all’inizio di un nuovo percorso, ma sono rassicurato dalla storia di questa comunità, dove altri hanno lavorato proficuamente prima di me”, ha affermato. “Non sono qui per stravolgere, ma per continuare un cammino che ha un profondo valore di proposta cristiana. Durante l’oratorio estivo, ho apprezzato il lavoro svolto con gli adolescenti: oltre 130 animatori si sono messi al servizio, diventando una risorsa invece di un problema. Vivere in oratorio significa evangelizzare e vivere secondo il Vangelo.”
In questo nuovo capitolo a Melzo, don Paolo si prefigge un obiettivo chiaro:
“Spero che, nel mio ministero, continui a riconoscere che Cristo è tutto per noi, poiché è il Signore che opera e noi siamo il suo segno.”
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