Piano attuativo bocciato

Bocciato il Piano attuativo per l’ex Pavan a Cologno Monzese

L'Amministrazione comunale ha archiviato il progetto edilizio che riguardava l'area ai confini con Vimodrone.

Bocciato il Piano attuativo per l’ex Pavan a Cologno Monzese

La proposta di Piano attuativo dell’ex Pavan, situata in via Milano 159 a Cologno Monzese, ha ricevuto un “cartellino rosso” dall’Amministrazione comunale.

Archiviazione della proposta

Il Comune ha deciso di archiviare l’istanza presentata a settembre 2025 dall’operatore immobiliare Tech&Industry Srl, relativa all’Ambito di ricomposizione ambientale strategica 2-Porta Sud Martesana. Questo Aras, per dimensioni e capacità edificatorie, è secondo solo a quello dell’ex Torriani di corso Roma, il cui iter è già ampiamente sbloccato.

Necessità di bonifica

L’area di via Milano, estesa per 34mila metri quadrati e passata di mano tra diversi proprietari, dovrà essere bonificata a causa di una elevata contaminazione da idrocarburi emersa dai campionamenti del terreno. Inoltre, sono previsti lavori di demolizione degli edifici dismessi e smaltimento delle parti in cemento-amianto.

Tuttavia, non è il progetto di bonifica a essere stato il motivo principale della decisione di Villa Casati di fermare il procedimento.

Critiche al progetto edilizio

Il Piano attuativo proposto dal privato prevedeva la costruzione di cinque edifici residenziali, con altezze variabili da dodici piani a sei, vicino ai confini con Milano e Vimodrone. Il progetto includeva anche un polo commerciale con una media struttura di vendita di 2.214 metri quadrati, un’ulteriore struttura per la somministrazione di alimenti e bevande di 1.786 mq, e una nuova viabilità interna con parcheggi pubblici e una fascia verde di protezione ambientale di oltre 30 metri lungo il Naviglio Martesana.

La Giunta guidata dal sindaco Stefano Zanelli ha sottolineato che “la proposta di Piano attuativo non è coerente con le finalità di interesse pubblico dell’Amministrazione”. L’operatore dovrà presentare una nuova istanza seguendo le indicazioni già fornite.

Rimodulazione necessaria

In aggiunta al piano di bonifica, Tech&Industry dovrà effettuare “una rimodulazione complessiva della proposta insediativa, per ottenere un assetto funzionale più equilibrato e in linea con gli obiettivi di sviluppo del comparto”. Si richiede un rafforzamento del mix funzionale, con maggiore attenzione ai settori turistico-ricettivo e direzionale, e l’inserimento di servizi socio-assistenziali e sportivi.

Ricadute pubbliche insufficienti

Le prime versioni del Piano attuativo non presentano ricadute di interesse pubblico sufficienti. Di conseguenza, l’Amministrazione ha richiesto una “significativa riduzione della superficie destinata alla funzione residenziale”, per evitare sovradimensionamenti rispetto alla domanda insediativa e garantire un assetto urbanistico sostenibile.

Le abitazioni previste sono ritenute troppe e mancano quelle destinate all’edilizia convenzionata, come richiesto dall’ente.

Inoltre, esistono perplessità su altri aspetti del progetto. L’Amministrazione ha un “no” generale a grandi strutture di vendita, mentre le medie sono ammissibili solo se integrate in un assetto urbano multifunzionale. È prioritario anche valorizzare le componenti ambientali esistenti, come il Naviglio Martesana, la roggia Ottolina e la vicina Cascina Santa Rita di Vimodrone, e migliorare la sicurezza dell’attraversamento ciclopedonale di via Milano lungo l’Alzaia.