Cordoglio nel tiro con arco

Ambrogio Calloni, presidente di Arco Bussero, è venuto a mancare

La società affronta la perdita di un leader che ha guidato con passione dal 2001, lasciando un'eredità significativa

Ambrogio Calloni, presidente di Arco Bussero, è venuto a mancare

Il tiro con l’arco lombardo e la comunità busserese piangono la scomparsa di Ambrogio Calloni, storico presidente della società Arco Bussero, avvenuta domenica. La sua morte segna un punto di svolta per lo sport locale, poiché Calloni ha dedicato oltre venticinque anni della sua vita alla promozione di questa disciplina, caratterizzata da silenzio, concentrazione e rispetto profondo, lasciando un’eredità che va oltre il campo di gara.

La guida di un presidente appassionato

Nato nel 1954, Calloni ha rappresentato l’anima di Arco Bussero dal 2001. Sebbene la società fosse attiva già dagli anni ’80, è sotto la sua direzione che ha trovato nuova energia, ponendo un forte accento sul settore giovanile. Nel 2000, ha avviato un progetto mirato ai ragazzi, e durante la sua presidenza, la società ha visto non solo un incremento numerico, ma ha anche raggiunto risultati di eccellenza, portando diversi atleti a rappresentare la Nazionale.

Tra i talenti formati, spicca la figlia Ilaria, che Calloni ha scelto di indirizzare verso un’altra società con grande onestà sportiva, affinché potesse esprimere appieno il suo potenziale. Questo gesto dimostra come il bene degli atleti fosse sempre la sua priorità, sopra il prestigio del club.

La sua scomparsa assume un significato ancora più profondo, poiché Ambrogio aveva recentemente lavorato con determinazione per organizzare, lo scorso marzo, l’edizione invernale del Trofeo Pinocchio, i Giochi della Gioventù Regionali. Aveva trasformato il palazzetto di viale Europa in un centro per 130 giovani arcieri, sognando per loro la finale nazionale di Terni. Purtroppo, il destino ha voluto che il suo ultimo respiro avvenisse proprio domenica, durante la fase estiva dello stesso trofeo, un simbolico passaggio di testimone mentre i suoi ragazzi miravano verso il futuro.

Il ricordo di un grande sportivo

Nonostante le sue condizioni di salute fossero precarie, Calloni ha sempre mantenuto la sua presenza attiva nella società. Mauro Manetti, che ha condiviso con lui anni di militanza sportiva accanto a Sergio Defendi, fondatore e primo presidente della società, lo ricorda con affetto:

È stata una legnata. Sapevamo che stava male, ma la sua tempra ci aveva abituati a vederlo sempre al suo posto. Era una persona riservata, quasi chiusa, ma di una professionalità e serietà assolute. Un accentratore, forse, ma solo perché amava così tanto la società da volersene occupare a 360 gradi.

Anche le autorità locali hanno voluto rendere omaggio a Calloni. Angelo Noli, delegato allo sport per il Comune di Bussero, ha sottolineato il suo spirito di dedizione:

Porterò sempre il ricordo di una persona dedita con passione totale a questa attività sportiva.

Ambrogio lascia nel dolore la figlia Ilaria, il figlio Claudio e un’importante eredità che la società dovrà gestire con determinazione. In un primo momento, la direzione passerà al vicepresidente Marco Costa, in attesa di nuove elezioni, ma l’impatto di Calloni rimarrà nella memoria di tutti.

Il suo ricordo resterà vivo in ogni giovane arciere che ha accompagnato nel proprio percorso e in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo

ha dichiarato Gianluigi Alberti di Fitarco Lombardia.