Morosità mensa scolastica

A Melzo, 230 famiglie non pagano la mensa: il debito supera i 104mila euro

Il Comune affronta il problema della morosità affidando la riscossione all'azienda che gestisce il servizio di refezione.

A Melzo, 230 famiglie non pagano la mensa: il debito supera i 104mila euro

La situazione della morosità nella mensa scolastica di Melzo è diventata insostenibile, causando un significativo spreco di tempo e risorse per l’Amministrazione comunale. Per affrontare il problema, il Comune ha deciso di cambiare strategia, delegando la riscossione direttamente all’azienda che gestisce il servizio di refezione.

Un debito pesante: oltre 104mila euro

Attualmente, l’ammontare dei crediti insoluti ammonta a 104.353,21 euro, come evidenziato dall’Ufficio istruzione, che ha analizzato la situazione relativa all’anno scolastico 2024-2025, l’ultimo gestito interamente dal Comune. Sono 230 le famiglie che, in maniera parziale o totale, non hanno saldato il pagamento della mensa, e che riceveranno una raccomandata di accertamento esecutivo per intimare il pagamento del dovuto. Quella che un tempo era una questione marginale si è trasformata in un problema serio, richiedendo un intervento deciso da parte dell’Amministrazione.

Quando mi sono insediato, il debito per la refezione scolastica ammontava a circa 30mila euro, ora abbiamo superato i 100mila – ha dichiarato l’assessore al Bilancio Giuseppe Alchieri – In alcuni casi, si tratta di famiglie che hanno semplicemente dimenticato di pagare, ma spesso sono “furbetti” che saldano solo quando ricevono la raccomandata. Con l’affidamento della riscossione a Dussmann, speriamo di avere un monitoraggio più efficace sui pagamenti e una maggiore tempestività nelle verifiche, con l’obiettivo di ridurre la morosità.

In aggiunta al debito per la mensa, il Comune deve affrontare anche i costi legati alla riscossione e l’impegno richiesto agli uffici per effettuare le verifiche e inviare le raccomandate. «I casi di morosità incolpevole, ovvero di famiglie che non riescono a sostenere l’onere, continueranno a essere gestiti dai nostri Servizi sociali», ha concluso Alchieri.