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Regione Lombardia respinge mozione su ampliamento Contship e Zls in Martesana

Il consigliere Simone Negri ha espresso preoccupazioni riguardo all'uscita dei Comuni dalla Zls e alla salvaguardia del Parco Agricolo Sud.

Regione Lombardia respinge mozione su ampliamento Contship e Zls in Martesana

Durante la seduta del Consiglio regionale di ieri, martedì 5 maggio 2026, è stata discussa la mozione presentata dal consigliere del Partito Democratico riguardante l’ampliamento di Contship a Vignate, situato nel Parco Agricolo. La mozione mirava a chiarire il ruolo della Regione nella governance della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova”, con l’obiettivo di garantire ai Comuni un reale potere di partecipazione nelle decisioni. Tuttavia, la maggioranza di centrodestra ha respinto le richieste avanzate dai Democratici.

Il rifiuto della mozione sull’ampliamento di Contship

Focalizzandosi sulla ZLS, che nei mesi scorsi ha visto confronti tra le Amministrazioni di Melzo, Vignate, Pioltello e Segrate (con queste ultime due che hanno richiesto di uscire dalla ZLS), la mozione si inserisce in un contesto di proposta di ampliamento di Contship, un gruppo leader nel settore dei terminal container marittimi e nel trasporto intermodale. Tale ampliamento prevede un’estensione dell’hub di Melzo nel territorio di Vignate, all’interno del Parco Agricolo Sud Milano. Il consigliere Simone Negri ha sollevato dubbi sui potenziali rischi legati a questo ampliamento, tra cui il consumo di suolo, l’impatto ambientale, l’inquinamento e il peggioramento della viabilità lungo l’asse della Sp14.

Il provvedimento si inserisce in un quadro sempre più evidente di pressione crescente sui parchi regionali della pianura lombarda, in particolare nell’area metropolitana milanese, dove logistica, infrastrutture e nuovi insediamenti energetici stanno progressivamente erodendo suolo agricolo e funzioni di tutela.

Negri ha evidenziato come il progetto di ampliamento dell’hub intermodale tra Melzo e Vignate comporti un impatto significativo su suolo agricolo e paesaggio, già oggetto di forte mobilitazione da parte dei cittadini, con oltre 17mila firme raccolte contro il progetto.

Qui non è in discussione un dettaglio tecnico – ha dichiarato Negri – ma la scelta politica di fondo: o la Regione decide di governare questi processi, oppure si limita a subirli. Oggi la maggioranza ha scelto la seconda strada, rinunciando di fatto a esercitare un ruolo di indirizzo su una trasformazione territoriale di questa portata.

Nel suo intervento, Negri ha sottolineato che la mozione non si limitava a opporsi all’ampliamento logistico e a sostenere l’uscita dei Comuni dalla ZLS, ma puntava soprattutto a garantire una partecipazione attiva dei territori nelle decisioni.

Abbiamo chiesto che i Comuni e la Regione non restino semplici uditori, ma siedano ai tavoli dove si decide. Solo in subordine abbiamo posto il tema dell’uscita dalla ZLS: perché la vera questione è il diritto dei territori a contare.

In Lombardia sta passando un’idea pericolosa – ha denunciato Negri – che i parchi si possano gestire istanza per istanza, aprendo ogni volta alla logica dell’eccezione. Ma se un parco è nato per tutelare territorio, suolo e paesaggio rurale, la risposta politica dovrebbe essere chiara: la tutela viene prima della sommatoria degli interessi economici.

Negri ha poi attaccato le forze di maggioranza al governo regionale:

Oggi il Consiglio regionale ha dimostrato l’amore della destra per il cemento ed il disprezzo per la tutela ambientale e per i parchi. Colpisce la pavidità di tanti consiglieri milanesi di destra che si sono nascosti dietro le parole dell’assessora e sono rimasti in silenzio, mentre si chiedeva di fermare il consumo di suolo, almeno nelle aree agricole del Parco Sud. È un segnale terribile che la dice lunga sul massacro che si sta operando del territorio lombardo.