Il resoconto dell’esperienza missionaria di Riccardo Marigliano, giornalista e collaboratore della Gazzetta della Martesana.
Da Melzo alla Bolivia
La Bolivia, uno dei Paesi più poveri del Sud America, è caratterizzata da una geografia e una storia difficili, priva di accesso al mare e con montagne impervie. La povertà e le disuguaglianze sono evidenti per chi arriva in questo territorio, ma non si può fare a meno di rimanere colpiti dal cielo blu dell’altipiano e dai paesaggi incontaminati.
Tuttavia, il mio viaggio non era destinato a essere turistico, né alla ricerca della fotografia perfetta. Sono partito per osservare e vivere la povertà di cui tanto si parla, ma che facilmente dimentichiamo immersi nelle comodità del mondo occidentale.
L’inizio del viaggio
Il mio biglietto d’andata è datato 3 marzo 2026, ma la mia avventura è cominciata molto prima. Dal 2021 ho iniziato a collaborare con il Gruppo missionario Le Formiche, un’associazione di volontariato attiva dal 1990 in progetti di solidarietà in Paesi in difficoltà. Dopo una festa di saluto e gli ultimi abbracci in aeroporto, ero finalmente pronto per il mio viaggio verso la Bolivia.
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I giorni in missione
La missione di Bolivar si trova a un’altitudine di quattromila metri nell’altipiano centrale ed è gestita dall’Operazione Mato Grosso. Attualmente ospita circa cinquanta bambini, offrendo loro l’opportunità di frequentare la scuola, ricevere pasti e un luogo dove dormire. Inoltre, viene insegnato loro un mestiere, come falegnameria per i maschi e sartoria per le femmine. Nella missione è presente anche un asilo e una cooperativa di carpentieri, dove lavorano alcuni ex studenti dopo aver terminato la scuola.
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