Un primo segnale di apertura si fa strada nella vertenza che coinvolge l’Ospedale San Raffaele di Segrate. Dopo cinque giorni di mobilitazione, le lavoratrici e la sindacalista Margherita Napoletano hanno deciso di sospendere lo sciopero della fame. Questa scelta è stata influenzata dall’importante disponibilità manifestata durante il vertice in Regione Lombardia del 30 luglio 2026. In quella sede, il Direttore Generale Welfare, Mario Melazzini, ha annunciato che incontrerà l’Amministratore unico dell’ospedale, Marco Centenari, per discutere ufficialmente il provvedimento di licenziamento. Questo impegno da parte dell’istituzione regionale ha portato Margherita e i sindacati, Cub sanità e Usi sanità, a interrompere il digiuno, ma il presidio non si fermerà.
La vicenda: dal licenziamento alla mobilitazione
La questione ha origine nel controverso licenziamento di Margherita Napoletano, biologa e rappresentante sindacale, allontanata dall’ospedale per una formazione contestata e non autorizzata. Questa decisione ha scatenato una forte reazione: Margherita si è incatenata nell’atrio dell’ospedale, dando inizio a una protesta che ha ottenuto una vasta solidarietà. Nonostante i tentativi della direzione ospedaliera di fermare la mobilitazione richiamando alla necessità di garantire le attività sanitarie, la determinazione dei manifestanti ha costretto le istituzioni a intervenire.
Vigilanza alta: il presidio continua fino al reintegro
Nonostante la sospensione del digiuno, l’attenzione rimane alta. Le lavoratrici e i sindacati hanno confermato che la presenza all’ingresso dell’ospedale continuerà senza interruzione fino a quando non sarà ufficialmente sancito il reintegro di Margherita nel suo posto di lavoro. Il presidio si mantiene vigile e pronto a riprendere ogni forma di lotta qualora il previsto incontro tra Regione e dirigenza del San Raffaele non porti ai risultati sperati.