Partiti da Catania, gli elicotteristi della Guardia costiera hanno contribuito significativamente alla ricerca dei dispersi e ai soccorsi di chi era intrappolato da fiumi di fango. Tre anni dopo, il ministero della Difesa ha conferito la Medaglia di bronzo al merito della Marina al personale coinvolto nelle operazioni aeree del maggio 2023, tra cui il tenente di vascello Riccardo Busi.
Un sogno di volo
Nato a Melzo nel 1985, Riccardo Busi ha vissuto in varie città italiane seguendo il padre, pilota di aerei di linea. Da Segrate a Olbia, fino a Cormano, il suo percorso è stato segnato dalla passione per il volo, culminata nell’arruolamento in Marina come elicotterista della Guardia costiera. Nel maggio 2023, mentre era di stanza a Catania, ricevette l’ordine di partire per l’Emilia Romagna, colpita da una delle più gravi catastrofi meteorologiche della storia recente.
«Ero di turno in ufficio quando mi hanno chiamato per un’emergenza. Sono tornato a casa, ho preso uno zaino, salutato mia moglie e insieme all’equipaggio siamo partiti verso i luoghi colpiti dalla catastrofe. Abbiamo fatto scalo ad Ancona e poi siamo arrivati all’aeroporto di Lugo, in provincia di Ravenna», ha raccontato Busi.
Interventi durante l’alluvione
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All’arrivo, lo scenario era complesso: il cielo era sovraffollato di mezzi di soccorso a causa dell’ampiezza dell’area colpita. Il centro di coordinamento da terra inviava messaggi tramite WhatsApp al capo equipaggio, di cui Busi era il copilota.
«Ci mandavano le coordinate e ci dirigevamo verso il luogo indicato. Il primo intervento lo abbiamo effettuato in una villa isolata, circondata dall’acqua. Ricordo di aver estratto tre persone dal tetto, facendole passare dal lucernario e issandole a bordo con l’aerosoccorritore», ha spiegato.
Dopo il primo salvataggio, ricevettero una comunicazione riguardante una famiglia di sei persone, tra cui una donna incinta, intrappolata nella propria abitazione.
«Siamo riusciti a scendere e abbiamo caricato i primi tre, tra cui la futura mamma, per poi tornare a completare il salvataggio», ha aggiunto Busi.
Con l’approssimarsi della notte, il tempo stringeva. Ogni minuto era cruciale per il successo delle operazioni di soccorso.
«Abbiamo effettuato un volo di pattugliamento e abbiamo visto le squadre dei Vigili del fuoco che, con i gommoni, andavano di casa in casa. Utilizzando le telecamere a infrarossi, abbiamo fornito supporto dall’alto per facilitare i recuperi», ha commentato Busi.
Riconoscimento al merito
Grazie al coordinamento efficace e alla professionalità dei piloti, la fase critica è stata gestita con grande competenza.
«Nessuno ti prepara a catastrofi come quella; anche l’addestramento è diverso da ciò che abbiamo affrontato in Emilia. Tuttavia, è proprio grazie a quell’addestramento che, nell’emergenza, si riesce a operare senza esitazioni», ha concluso Busi.
Nel 2026, Busi ha lasciato la Marina per intraprendere nuove sfide professionali ed è attualmente istruttore pilota presso la Air Vergiate e la Leonardo Academy di Sesto Calende.
«Ricevere questa medaglia è stata una sorpresa, soprattutto perché siamo stati tra gli ultimi a ricevere l’onorificenza. È un riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto, che dimostra le capacità delle forze di soccorso nei momenti più critici», ha concluso Busi.