Mercoledì, dalle 13 alle 15, si è tenuta un’assemblea-presidio dei lavoratori della cooperativa Kcs presso la casa di riposo Bosco in città di Brugherio. Questa mobilitazione è stata indetta per contestare le recenti modifiche unilaterali agli orari di lavoro.
Motivazioni della protesta
Organizzata dallo Slai Cobas, la protesta ha messo in evidenza il problema del mancato riconoscimento del “tempo di vestizione” e delle consegne. Il personale ha da tempo lottato per la timbratura in abiti civili e per il pagamento dei minuti necessari a indossare e togliere la divisa.
Le nuove disposizioni sui turni azzerano di fatto queste conquiste, prolungando l’orario effettivo senza alcuna compensazione economica. Durante il presidio, i lavoratori hanno sottolineato l’inefficacia del dialogo con la dirigenza, che ha reso lo sciopero e la protesta le uniche vie per ottenere risposte.
Critiche alle nuove misure organizzative
I manifestanti hanno espresso un deciso rifiuto all’obbligo di comunicare ai responsabili l’impossibilità di recuperare le pause, definendo tale misura “una follia organizzativa”. È stato enfatizzato anche il richiamo alla giurisprudenza del lavoro, che ha spesso avallato le richieste dei dipendenti del settore sanitario e assistenziale in merito al recupero delle somme non pagate.
Dall’assemblea è emerso un messaggio chiaro: il personale non accetterà accordi “tombali” al ribasso per pochi centesimi. La mobilitazione di mercoledì segna l’inizio di una nuova fase di resistenza sindacale.
L’obiettivo principale rimane la difesa della dignità professionale, il miglioramento del microclima in cucina e il contrasto alla cronica carenza di organico, ponendo il benessere degli operatori al centro della gestione.