Un colpo significativo per l’Outlet Carburanti di Segrate, attualmente sotto la lente d’ingrandimento della Procura europea Antifrode, in collaborazione con la Guardia di Finanza di Milano, l’Agenzia delle Dogane e l’Agenzia delle Entrate.
Indagini su società e amministratori
La società è indagata come persona giuridica, insieme ai tre amministratori: il legale rappresentante Stefano Manetti e i gestori Annalisa Manetti e Anja Immig. Le accuse riguardano la dichiarazione fiscale infedele, con una frode che potrebbe raggiungere dimensioni milionarie. Secondo l’accusa, il successo del loro modello low cost sarebbe stato alimentato da pratiche illecite.
Le indagini della Guardia di Finanza hanno rivelato che tra il 2023 e il 2025, il deposito petrolifero situato nell’hinterland milanese ha immesso sul mercato oltre 188 milioni di litri di diesel e benzina, in totale evasione d’imposta.
Se le accuse si rivelassero fondate, il meccanismo di frode sarebbe basato sull’uso distorto del regime dell’Iva all’estrazione. Si sospetta che siano stati sottostimati i quantitativi e l’imposta dovuta al momento del prelievo. Secondo la procura, tale condotta avrebbe portato a un’evasione di 60 milioni di IVA in tre anni, generando profitti illeciti enormi.
Il carburante veniva venduto a prezzi stracciati, sia attraverso le proprie pompe che a operatori terzi, causando una concorrenza sleale significativa nella regione.
Il sequestro dei beni
Il Giudice per le indagini preliminari di Milano ha emesso un decreto di sequestro preventivo, che ha portato alla confisca di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un valore di 60 milioni di euro. Sono stati bloccati anche i conti e le proprietà dei tre amministratori, che dovranno coprire l’equivalente del profitto del reato. Nel frattempo, la Guardia di Finanza continua le perquisizioni nei confronti di tutti i soggetti coinvolti, al fine di raccogliere ulteriori elementi di prova.