Ritardo atteso

Ritardo nel bando, slitta l’apertura del chiosco al Parco Montalcini di Carugate

Solo dopo il 30 giugno si conoscerà il gestore del punto ristoro nell'area verde-sportiva.

Ritardo nel bando, slitta l’apertura del chiosco al Parco Montalcini di Carugate

Il 30 giugno 2026 segnerà la data in cui si scoprirà quale realtà privata avrà avuto successo nel bando di gara promosso dall’Amministrazione comunale di Carugate per la gestione del chiosco del Parco Rita Levi Montalcini, situato in via Fidelina.

Attesa per il chiosco di Carugate

Il Municipio ha deciso di adottare una concessione della durata di 12 anni, prevedendo un canone annuo di 10mila euro da versare al Comune, proprietario della struttura, con possibilità di rialzi. Il gestore che si aggiudicherà il punto ristoro avrà anche la responsabilità di gestire l’apertura e la chiusura della zona sportiva, attualmente sotto il controllo del custode municipale. Questa iniziativa fa parte del progetto di riqualificazione finanziato con 2,5 milioni di euro dal Pnrr.

“Per l’ente avere un’attività commerciale all’interno del parco non è un modo per “fare cassa”, considerando il canone contenuto – ha dichiarato il sindaco Luca Maggioni durante il Consiglio in cui sono state definite le linee guida del bando – L’obiettivo è creare un luogo che serva anche da presidio e controllo della zona”.

Il chiosco sarà consegnato con tutti gli impianti necessari per le utenze (luce, gas e acqua), ma privo di arredi. L’acquisto delle attrezzature e del mobilio sarà quindi a carico del futuro gestore.

Motivazioni della concessione

Consapevole delle risorse necessarie, l’Amministrazione ha scelto una concessione di lungo periodo per consentire al gestore di ammortizzare progressivamente le spese sostenute.

Inizialmente si prevedeva di pubblicare il bando entro marzo, con l’intento di aprire il chiosco a maggio, ma i tempi si sono allungati.

Il concessionario sarà responsabile non solo del pagamento della parte fissa del canone, ma anche di una quota variabile calcolata come percentuale sull’eccedenza di fatturato lordo annuo (superiore a 50mila euro) rispetto al valore di riferimento stabilito nel Pef di massima allegato al bando. La percentuale minima applicabile su tale eccedenza è fissata al 5%.