Un’importante svolta nell’Amministrazione comunale di Cernusco sul Naviglio. Massimo Mancini ha ufficialmente rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore, a meno di un anno dalla sua nomina, rinunciando a deleghe significative: Bilancio, Sviluppo Economico, Commercio, Lavori Pubblici e Benessere animale.
La notizia è stata annunciata da Tutti per Cernusco, la lista civica di orientamento liberale e riformista che lo aveva designato per questo ruolo.
Motivazioni delle dimissioni
In un comunicato, si chiarisce che la decisione è stata presa per motivi strettamente personali, in accordo con la segreteria politica del movimento e il gruppo consiliare.
Tutti per Cernusco ha espresso un riconoscimento pubblico per l’assessore uscente, evidenziando il lavoro di alto livello svolto nel corso di quest’anno, la serietà e l’impegno dimostrati, oltre alla qualità del contributo fornito e all’entusiasmo mostrato nell’affrontare un incarico complesso come quello dell’assessorato al Bilancio e ai Lavori Pubblici.
Implicazioni per la Giunta
Attualmente, non è stato comunicato il nome del successore né se ci saranno cambiamenti nelle deleghe all’interno dell’esecutivo. La partenza di una figura centrale come Mancini, responsabile delle politiche economiche e della gestione delle opere pubbliche, potrebbe portare la sindaca Paola Colombo a dover effettuare un rimpasto.
Inoltre, la questione del Benessere animale, un’altra delega di grande rilevanza per la comunità cernuschese, solleva interrogativi sulla continuità amministrativa.
Prospettive per Tutti per Cernusco
Nonostante le dimissioni, la lista ribadisce il proprio impegno:
Rinnoviamo il nostro impegno nel rappresentare con serietà, unità e senso di responsabilità le idee e le istanze liberali e riformiste nella città di Cernusco sul Naviglio
Un addio non isolato
In questo anno, prima di Mancini, era già stato salutato Marco Erba, ex vicesindaco, che si era dimesso dalla carica di consigliere comunale per motivi personali. Anche la nuova segretaria generale del Comune, Caterina Bardi, aveva lasciato il suo incarico a soli tre mesi dalla nomina.