La proposta di legge

La legge di iniziativa popolare “1% Equo” sulla tassa dei grandi patrimoni

Oggi, mercoledì 10 giugno 2026, si discute a Cernusco sul Naviglio l'iniziativa di Rifondazione Comunista

La legge di iniziativa popolare “1% Equo” sulla tassa dei grandi patrimoni

Una nuova proposta legislativa prevede l’implementazione di un’imposta straordinaria sui patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, colpendo l’1% della popolazione più facoltosa, con l’obiettivo di generare fondi per la Sanità pubblica, l’istruzione e i servizi sociali. La Legge di Iniziativa Popolare “1% EQUO” sarà presentata oggi, mercoledì 10 giugno 2026, durante un’assemblea pubblica che si terrà alle 21 presso la biblioteca comunale di via Fatebenefratelli a Cernusco sul Naviglio.

Questo evento è promosso dal Partito della Rifondazione Comunista.

Relatori dell’assemblea

All’assemblea parteciperanno diversi esperti che presenteranno i dettagli della proposta e risponderanno alle domande dei cittadini. Ecco i relatori previsti:

  • Dario Ballardini (Prc) – Promotore della legge

  • Nadia Garbellini – Economista, Università di Modena

  • Alessandro Negri – Arci Mulino Bruciato

  • Luca Cisotta – Emergency Martesana

  • Michele Losindaco – Csa Baraonda

  • Antonello Patta – Direzione nazionale PRC

Motivazioni per una tassa sui grandi patrimoni

Secondo quanto riportato da Rifondazione, l’attuale sistema fiscale italiano penalizza in modo eccessivo lavoratori dipendenti e pensionati tramite l’Irpef, mentre i redditi più elevati contribuiscono in maniera insufficiente. A ciò si aggiunge il problema dell’evasione fiscale, che porta a una crescente concentrazione della ricchezza.

Il 10% della popolazione detiene il 60% della ricchezza nazionale, mentre il 50% più povero possiede solo il 5,4%. La proposta “1% Equo” mira quindi a riequilibrare questa situazione.

Modalità di applicazione del tributo

La legge prevede un’imposta applicabile esclusivamente ai patrimoni superiori a 2 milioni di euro, esentando così il 99% dei cittadini. Il gettito annuo stimato si aggira tra 26 e 60 miliardi di euro, una somma che i sostenitori intendono destinare completamente al potenziamento dei servizi sociali.

In particolare, le risorse saranno impiegate per:

  • Ridurre significativamente i tempi di attesa nella Sanità pubblica

  • Migliorare il sistema educativo e l’istruzione pubblica

  • Rafforzare il welfare territoriale

Richiesta di sostegno da parte dei cittadini

Essendo una Legge di iniziativa popolare, la proposta necessita della raccolta di almeno 50mila firme per poter essere discussa in Parlamento.

L’assemblea di oggi rappresenta quindi il primo passo di una campagna di mobilitazione, destinata a coinvolgere i cittadini non solo nel dibattito, ma anche nella raccolta delle adesioni.

Non si tratta di colpire qualcuno per invidia sociale, ma di restituire equità a un sistema che oggi premia pochi e penalizza molti,

affermano gli organizzatori in una nota.