Oggi, sabato 23 maggio 2026, si svolgerà il secondo incontro della rassegna Spem, promossa dall’associazione filodrammatico teatro Mailò e da E-Motivo teatro, con il patrocinio della Rete Antimafie Martesana, dell’Unione italiana libero teatro e del Comune di Pioltello.
Spem: un incontro teatrale
Il pubblico è atteso alle 21 presso il teatro Schuster di via Aldo Moro per assistere a «MonoMailò», una serie di monologhi che affrontano il tema del disagio, a cura del Collettivo Mailò. Gli attori, sul palco di Pioltello Vecchia, daranno vita a una drammaturgia frammentata e vibrante, in cui i monologhi si alternano come fenditure nella routine quotidiana. Sebbene le storie siano diverse, esse condividono un’urgenza comune: esprimere il disagio in modo autentico, senza semplificazioni.
Emergono così solitudini profonde, relazioni instabili e pressioni sociali che plasmano e comprimono le identità, mettendo in discussione la maternità senza retorica, rivelando verità che faticano a emergere e finzioni che a volte sembrano più accettabili della realtà. Il linguaggio scenico oscilla tra ironia e crudeltà, mantenendo sempre uno sguardo lucido e diretto.
MonoMailò non fornisce risposte definitive, ma stimola interrogativi. Non offre consolazione, ma accompagna lo spettatore. Invita a confrontarsi con ciò che spesso si tende a evitare, riconoscendo nel disagio non solo una frattura, ma anche una possibilità di consapevolezza. Questa scelta di rappresentare il tema il 23 maggio non è casuale: la data porta con sé un peso culturale e condiviso, legato alla memoria della strage di Capaci. Un giorno che rappresenta non solo un ricordo, ma anche una responsabilità collettiva, un momento di presa di posizione.
Per il Collettivo Mailò, questa data simboleggia un profondo legame tra teatro e realtà: l’urgenza di non dimenticare, di continuare a interrogarsi e di mantenere viva una memoria che concerne tutti. In questo contesto, il disagio non è soltanto una questione personale o esistenziale, ma assume anche un significato civile. Esso emerge quando la giustizia è minacciata, quando il silenzio soppianta la parola e quando il tempo rischia di sbiadire ciò che deve rimanere vivo.